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La nostra azienda vi sorprenderà

Posted: November 29, 2012 in Uncategorized

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Il mondo si sposta in terza fila. 27 giorni all’alba natalizia, se i Maya si distrarranno, la naja del pendolare batte la stecca.

Sfioro tre o quattro incidenti e ci metto il doppio del solito per tornare a casa. Roma vive già di suo nella comodità olimpica di una macchina lasciata in seconda fila, si fanno capannelli di commenti sportivi e sequenze di acquisti e lunghe reprimende alle figliolanze e mezze riunioni di staff sui marciapiedi e in mezzo alla carreggiata tra le macchine parcheggiate in seconda, tutte rigorosamente lampeggianti che già farebbero natale sfavillante per conto loro, a garanzia del diritto costituzionale di far casino collettivo con i porci affari propri. Ma figuratevi un po’ sotto dicembre. E comincia ogni anno prima, a gambero, siamo arrivati alla ventina di novembre per dare inizio alle danze.

Avete presente il guidatore della domenica con il cappello in testa? Bene, quello che parcheggia in terza fila a Roma sotto natale è il suo parente contro-disforico. Uno è da scansare in quanto rallentato, depresso, imprevedibile. L’altro, il cugino di città schizzato e maniacale, somiglia piuttosto a uno Schettino gaudente in plancia, mentre zigzaga e inchioda davanti a te nell’atto di individuare il suo spazietto di sosta selvaggia. Fate un po’ voi il calcolo di chi sia il più pericoloso della famiglia.

Però i conti son altri, in definitiva. Son quei 25 anni di lavoro da un capo all’altro del mostro metropolitano che t’hanno fatto attraversare 25 mesi natalizi in strada, solo per citare un totale parziale particolarmente nefasto. E i conti son pesanti, non si tratta di fatica, vivaddio, c’è ben di peggio di sfortuna al mondo. Ma son comunque dinamiche disumane che generano contrappesi, fughe, slanci, sforzi, strategie per rimanere vivi ed emotivi, per non scendere nel girone degli automi, per non accomodarsi troppo nella macchina matrixiana che ti ripaga, certo, col generico e superficiale sorriso sociale che si riserva a un usciere, con un po’ di soldi che altre braccia meccaniche collettive faranno di tutto per portarti via velocemente.

Ecco, somiglia troppo a un blues dell’impiegato, questo, per non farti venir voglia di chiamare gli amici e suonarne ancora. Gli amanti del blues sanno di cosa parlo. Malinconia vitale, una specie di ossimoro passionale inventato a New Orleans o giù di lì, sulle navi degli schiavi africani che andavano a cercare di sopravvivere altrove. Strategie. A quante inutili riunioni celebrate nel nome di questa povera parola offesa, condannata a emigrare nel paese degli orrori business, delle locuzioni di aziendalese, il tuo corpo fisico ha presenziato durante 25 natali. Ho avuto la fortuna di poter cambiare lavoro, quest’anno maledetto di scarsità generalizzata. Credevo d’aver trovato una piccola california, era la solita cambogia, invece. Ma questa è materia delle prossime storie.

Strategie per sopravvivere, in the mood of a Clerk.